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Nel corso degli ultimi anni è successo sempre più spesso che opere di ogni genere siano state trasposte in media diversi da quello originale, con collaborazioni che hanno dato vita a film, serie televisive, libri, fumetti e videogiochi che condividono lo stesso universo narrativo. Una pratica che ha permesso la crescita esponenziale del pubblico di riferimento per tante produzioni e che è già stata seguita da grandi nomi dell’industria dell’intrattenimento: Star Wars, The Witcher, Game of Thrones, Batman, The Last of Us e tante altre. Tra questi nomi figura adesso anche Dragonero, serie a fumetti nata dalle menti di Luca Enoch e Stefano Vietti e pubblicata sotto l’egida di Sergio Bonelli Editore, prima come romanzo grafico nel 2007 e dal 2013 come pubblicazione regolare a sé stante che conta già più di cento albi.

Dragonero: L’Ascesa di Draquir, è un RPG a turni ambientato nelle terre di Erondàr, l’impero fantasy nel quale si svolgono le avventure del protagonista Ian Aranill, e offre uno stile grafico che rispecchia fedelmente l’opera originale, facendo letteralmente prendere vita su schermo a dettagliate illustrazioni. Guidando i campioni che popolano questo universo, il giocatore deve esplorare dungeon, viaggiare per un vasto mondo ricco di eventi e combattere agguerriti nemici grazie ad un sistema a turni che offre un sempre apprezzato tocco strategico.

Quando si tratta di nomi altisonanti come quello di Sergio Bonelli Editore, è spesso difficile ottenere una collaborazione, dato che un simile editore è giustamente geloso delle sue proprietà intellettuali. “La collaborazione tra Operaludica e Sergio Bonelli Editore è nata grazie a Ivan Venturi, una figura chiave nell’industria italiana del videogioco e un grande appassionato di storie e fumetti.” A spiegarlo a Excaliber è Marco Pirruccio, il CEO di Operaludica, lo studio di sviluppo bolognese che ha realizzato Dragonero: L’Ascesa di Draquir. “Ivan ha intuito il potenziale di Dragonero come videogioco, riuscendo a mettere in contatto i nostri due team e facendo partire il progetto. Operaludica è una realtà nata dalla mia doppia passione sia per i videogiochi che proprio per Dragonero.”Questa collaborazione è stata per Operaludica un’occasione importante di esperienza che ha giovato alla maturità dell’intero team. “L’opportunità di lavorare a stretto contatto con Sergio Bonelli Editore, un editore che ha creato universi immaginari così potenti e longevi, è stata a dir poco entusiasmante. Il loro team ha supportato lo sviluppo del gioco in modo molto attivo, condividendo materiale grafico, storie e approfondimenti dell’universo di Dragonero.”

Viene immediato pensare che trasporre il vasto immaginario di Dragonero in chiave videoludica sia stata un’impresa non da poco, e Marco lo conferma. “Dragonero è un mondo incredibilmente sfaccettato, con una mitologia ed una storia articolate. Portare questa complessità in un videogioco è stata una sfida enorme. Volevamo far sentire ai giocatori tutto il fascino ed il mistero dell’Erondàr, senza però appesantire l’esperienza di gioco. Ci siamo concentrati su alcuni degli elementi centrali della saga, come l’esplorazione e l’avventura, mantenendo una narrazione coinvolgente e strutturata.” Questo enorme lavoro è stato possibile grazie all’esperienza degli artisti e sceneggiatori dell’opera originale, di cui Operaludica si è avvalsa per plasmare il mondo di gioco. “Abbiamo collaborato con tanti professionisti di cui si avvale Sergio Bonelli Editore e potuto fare largo uso dell’enorme archivio visivo del fumetto. La parte più entusiasmante è stata lavorare proprio con Luca Enoch e Stefano Vietti, i creatori della saga, che ci hanno aiutato a rispettare e tradurre l’immaginario e la complessità narrativa del fumetto in un’esperienza interattiva. Questo ha permesso di realizzare un gioco fedele allo spirito di Dragonero, un aspetto fondamentale per mantenere il legame con la sua fanbase.”

Ironia della sorte, spesso la parte di pubblico più difficile da accontentare è proprio quella composta dai fan storici di un fumetto celebre come Dragonero. Il perché è presto detto: conoscono a menadito ogni aspetto dei tanti albi pubblicati e non accettano di buon grado discrepanze o paradossi. È stato quindi fondamentale per Operaludica incastonare la storia nel continuum dell’opera principale. “La trama di Dragonero: L’Ascesa di Draquir si inserisce nel flusso narrativo della saga cartacea dopo il volume Le Origini. Abbiamo lavorato per creare un’avventura che potesse esistere all’interno della linea temporale di Dragonero senza interferire con le storie già pubblicate. I fan ritroveranno ambientazioni e personaggi iconici e potranno riconoscere riferimenti ad eventi e missioni presenti negli albi. La nostra intenzione era creare un’esperienza che andasse ad arricchire il mondo di Dragonero, offrendo allo stesso tempo una nuova storia che potesse piacere sia ai fan storici sia a chi si avvicina per la prima volta a questo universo.” Ed è proprio grazie al supporto sia degli autori originali che degli appassionati che il progetto non solo è andato avanti senza problemi, ma è stato anche presentato ad importanti eventi italiani del settore come Milan Games Week e Lucca Comics & Games. “L’accoglienza è stata estremamente positiva. I fan di Dragonero, in particolare, hanno apprezzato il lavoro svolto per rispettare l’essenza dell’opera originale e ci hanno dato riscontri entusiasti, condividendo i loro momenti preferiti e le scoperte nel gioco.”

Non solo l’Italia, però: la partecipazione a eventi esteri come il Tokyo Game Show ha permesso a Operaludica di avere una visibilità amplificata anche all’estero. “Anche il pubblico internazionale ha risposto bene, dimostrando interesse per un universo fantasy così curato ed unico nel suo genere. Partecipare a eventi come il TGS è stato cruciale per raccogliere feedback globali e confrontarci con giocatori e appassionati di altri mercati. È stato emozionante scoprire come l’Erondàr e i suoi personaggi riescano a colpire ed affascinare anche chi non conosceva il fumetto e a comunicare con persone di culture lontane grazie alle sue caratteristiche estetiche così marcate e artisticamente rilevanti.”

Benché Dragonero: L’Ascesa di Draquir sia stato rilasciato lo scorso settembre, i lavori sul gioco non sono ancora finiti. Operaludica ha in cantiere una nuova modalità chiamata Master Mode, un’espansione che permette ai giocatori di creare e condividere i propri dungeon e storie. “La Master Mode è pensata per dare alla community il potere di creare, esplorare e condividere avventure personalizzate. Ci aspettiamo che gli utenti diano libero sfogo alla propria creatività costruendo dungeon complessi, missioni con trame sorprendenti e persino racconti che si colleghino alla saga principale.”Oltre a questa nuova modalità, Operaludica sta anche lavorando a tutta una serie di aggiornamenti del gioco con lo scopo di rifinire al massimo l’esperienza. “Abbiamo ottimizzato al meglio la complessa interfaccia utente di Dragonero per renderla facilmente utilizzabile anche su Steam Deck.” Passaggio fondamentale prima di cimentarsi, un domani, sulle versioni per le altre console.

In altre parole, Operaludica sta curando con estrema attenzione il brand di Dragonero, aggiungendo sempre più particolari e contenuti per arricchire il più possibile il titolo. “Sono in programma ulteriori update, che ora rilasciamo circa ogni due settimane, e tanti contenuti aggiuntivi, tra cui missioni, ambientazioni e personaggi. Vogliamo che il gioco cresca e continui a sorprendere i fan, espandendo costantemente l’esperienza e offrendo sempre nuovi motivi per esplorare l’Erondàr.”

Excaliber ha avuto l’opportunità di confrontarsi anche con Sergio Bonelli Editore in merito a questa collaborazione. Collaborazione che ha avuto un significato particolare per la casa editrice, perché anche se Sergio Bonelli Editore non è nuova alla trasposizione delle sue opere in altri media, il settore videoludico ha rappresentato una frontiera totalmente nuova per Dragonero. “Da anni Sergio Bonelli Editore ha intrapreso un percorso che da casa editrice l’ha portata a diventare una vera e propria media company” ha rivelato Vincenzo Sarno, Head of Property Business Development di Sergio Bonelli Editore. “Con il marchio Bonelli Entertainment produciamo serie tv, cartoni animati e film. La sfida creativa di adattare in chiave videoludica Dragonero, uno dei nostri più amati personaggi a fumetti, ha richiesto una profonda comprensione del nuovo medium e una costante attenzione all’equilibrio tra la fedeltà all’opera originale e l’introduzione degli elementi dinamici caratteristici dell’interattività.”

Con Operaludica sembra esserci stata un’intesa fin da subito. Entrambi sapevano che Dragonero sembra essere stato creato appositamente per venire trasposto in un videogioco. “Questa esperienza al fianco di Operaludica è stata un’opportunità unica per avventurarci in un mondo, quello del gaming, che è sempre stato affine a quello dei comics. Dragonero, con il suo mondo fantasy tutto da esplorare, si è prestato alla perfezione a questa transizione da fumetto a videogioco: il risultato è un gameplay ricchissimo di luoghi, personaggi e quest, apprezzato dai conoscitori del personaggio, ma al contempo perfettamente fruibile anche da chi non conosce il fumetto. Questo ci ha permesso di raggiungere nuovi fan e di far conoscere i nostri personaggi ad un pubblico più ampio.”

L’avventura con Operaludica potrebbe essere solo il primo passo di un viaggio più grande. Sergio Bonelli Editore ha espresso entusiasmo e fiducia verso il mondo dei videogiochi. “Il successo di Dragonero: L’Ascesa di Draquir ha senza dubbio dimostrato che è possibile adattare con successo un fumetto Bonelli in un videogioco, mantenendo l’atmosfera ed i personaggi originali, creando un’esperienza di gioco coinvolgente per i fan.” Le IP sulle quali Bonelli detiene i diritti sono molte e visti i traguardi raggiunti con questa prima esperienza, la volontà di crescita anche nel settore videoludico è grande. “Nei nostri sogni, tutti i personaggi di Bonelli possono intraprendere lo stesso percorso vincente, in quanto perfettamente adattabili nei loro rispettivi mondi e generi narrativi al medium videoludico. L’interesse del pubblico è in crescita e la nostra voglia di espandere l’universo Bonelli è alla massima potenza. Possiamo quindi aspettarci di vedere nuovi ed interessanti progetti che porteranno i nostri eroi preferiti su nuove piattaforme ed in nuove avventure.”

Dopo tutti i casi di successo degli ultimi tempi non servono ulteriori prove per dimostrare che tra fumetti e videogiochi ci sia un legame molto forte e naturale. Le moderne tecnologie permettono la trasposizione a schermo di mondi e personaggi in modo quasi inalterato, rendendo possibile creare universi ancora più coinvolgenti. Pertanto, la promessa fatta da Sergio Bonelli Editore è davvero interessante e incuriosisce non poco. Non resta quindi che attendere notizie sulla loro prossima collaborazione. Sognando mondi virtuali dedicati a Tex, Nathan Never, Dylan Dog, Martin Mystère e tanti, tanti altri personaggi celebri che in molti vorrebbero tradotti in chiave videoludica.

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