“Sviluppo videogiochi da 10 anni” racconta Somi, sviluppatore indie sud-coreano, a Excaliber. “Mi sono laureato in Giurisprudenza all’università e lavoro ancora oggi nelle forze dell’ordine. I miei studi e la mia professione non hanno nulla a che fare con i videogiochi. Ma ho sempre avuto un forte desiderio di creare qualcosa di bello nel bel mezzo della mia ripetitiva routine quotidiana. Così nel 2014 ho iniziato a realizzare videogiochi imparando a usare Unity come autodidatta.” È così che è iniziata la carriera di sviluppatore di Somi. Una carriera che, dopo 10 anni, è sfociata nella sua sesta e più recente opera, un videogioco investigativo pubblicato a inizio anno su Steam e Nintendo Switch: No Case Should Remain Unsolved.
No Case Should Remain Unsolved è un titolo narrativo che pone il giocatore nei panni di una detective della polizia in pensione, Gyeong Jeon, che dopo 12 anni deve riesaminare l’unico caso che non è riuscita a risolvere durante la sua carriera: la scomparsa di una bambina, Seowon, avvenuta nel febbraio 2012. Attraverso un dinamico sistema deduttivo, il giocatore deve raccogliere indizi e ricordi delle testimonianze raccolte in passato da Gyeong Jeon e, posizionando tutti gli elementi nell’ordine corretto come tasselli di un grande puzzle, scoprire la verità dietro questo misterioso caso irrisolto. Un’impresa tutt’altro che facile, visto che tutte le persone coinvolte nel caso e che avevano un qualche rapporto con Seowon hanno mentito alla polizia.

“Prima di rilasciare il gioco inviai a diversi publisher una versione di prova, ma la risposta non fu positiva” spiega Somi, ripensando ai mesi che hanno preceduto il lancio del titolo. “Si erano concentrati tutti principalmente sull’aspetto e sul sistema del gioco, che avevano reputato poco interessanti. Cominciai a preoccuparmi di come sarebbe stato accolto No Case Should Remain Unsolved e pensai che stessi creando un gioco che non avrebbe giocato nessuno. Tuttavia, quando lo inviai a due traduttori affinché si occupassero della localizzazione, la risposta fu incredibile: entrambi mi scrissero via email lo stesso giorno per dirmi che avevano giocato No Case Should Remain Unsolved e che si erano commossi fino alle lacrime. Era quasi come se lo avessero vissuto insieme. Ciò mi diede un po’ di speranza.” Questo episodio ha fortunatamente convinto Somi a procedere per la propria strada, nonostante il parere inizialmente poco favorevole dei publisher.
In meno di un anno dalla sua pubblicazione, No Case Should Remain Unsolved ha ottenuto oltre 4.800 recensioni estremamente positive su Steam, conquistando il favore del pubblico. E anche numerosi premi prestigiosi, tra cui: il Best Game Design Award al Tokyo Game Show, il Most Amazing Game Award dell’A Maze. / Berlin, l’Excellence in Game Design Award al BitSummit e il Narrative Award all’IndieCade Festival. Una grande soddisfazione per uno sviluppatore come Somi. “Vincere questi premi ha significato molto per me. È stata una conferma della bontà del lavoro che ho svolto e della direzione che ho intrapreso. Quando nel 2016 pubblicai Replica, una delle mie opere precedenti, ricevetti l’Impact Award all’IndieCade Festival. Quest’anno, sempre allo stesso festival, mi è stato assegnato il Narrative Award per No Case Should Remain Unsolved. Quando ho ritirato il premio ho capito che ciò che volevo esprimere attraverso i videogiochi e il modo in cui mi sono avvicinato al medium sono stati apprezzati anche dagli altri.”
Il merito di tanto successo di No Case Should Remain Unsolved è dovuto a diversi fattori. Uno di questi è sicuramente il peculiare sistema di gioco che fa sentire il giocatore sempre al centro della scena e gli offre l’opportunità di arrivare alla soluzione del caso da solo e tramite il ragionamento, nonostante la storia sia strutturata in modo lineare. “Il mio obiettivo era di trasmettere sia la gioia della deduzione che la sorpresa di scoprire i colpi di scena presentando una storia frammentata, che all’inizio attinge a preconcetti e pregiudizi per sviare il giocatore ma che poi rivela qualcosa di completamente diverso.” Un compito arduo, perché è noto che i giocatori ragionano spesso fuori dagli schemi e in modi molto difficili da prevedere per un game designer. “Ricordo di aver chiesto a molti amici sviluppatori di provare il gioco e darmi le loro impressioni durante la fase di produzione.”

Ma com’è nato No Case Should Remain Unsolved? “L’idea alla base del gioco mi è venuta leggendo ‘Il senso di una fine’ di Julian Barnes” spiega Somi. Nel gioco cita testualmente una frase del romanzo: ‘La storia è quella certezza che prende consistenza là dove le imperfezioni della memoria incontrano le inadeguatezze della documentazione.’ È proprio sulla base di questa frase che Somi ha ideato la protagonista, Gyeong Jeon, il cui ricordo degli eventi passati è confuso. “Ho preso ispirazione anche da altre opere. A partire dal film The Father, interpretato da Anthony Hopkins, in cui è presente una donna anziana affetta da demenza. E dal romanzo N scritto da Shusuke Michiyo, opera in cui il lettore può vivere un’esperienza completamente diversa a seconda di quale dei sei capitoli del libro legge per primo. Ma sono stato influenzato anche da molti romanzi gialli di autori giapponesi del calibro di Keigo Higashino e Miyuki Miyabe.” Giocando No Case Should Remain Unsolved qualcuno potrebbe anche notare alcune somiglianze narrative con la prima stagione della celebre serie True Detective, che però Somi non ha ancora visto. “La guarderò sicuramente!” ha promesso.
Come già accennato, No Case Should Remain Unsolved è il sesto videogioco realizzato da Somi. Tutto è cominciato con un paio di titoli puramente sperimentali. Il primo, Rabbit Hole 3D, è un puzzle game dall’aspetto minimalista basato sul primo capitolo di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll. Retsnom, invece, è un’opera che verte sul concetto del riflesso mostrato dallo specchio per proporre un platform dalle meccaniche originali e dal titolo ingannevole. Dopo questi primi due prodotti è giunta la Guilt Trilogy, trilogia videoludica composta da Replica, Legal Dungeon e The Wake: Mourning Father, Mourning Mother. “Attraverso la Guilt Trilogy ho usato i videogiochi come strumento per raccontare la mia colpa senza fine” rivela Somi. “Replica affronta il senso di colpa di un individuo impotente sotto il controllo e la sorveglianza di un governo tirannico. Legal Dungeon riguarda i membri di un’organizzazione che si conformano a un sistema sociale ingiusto. Mentre The Wake: Mourning Father, Mourning Mother tratta il senso di colpa che io, come sviluppatore, continuo a rimuginare attraverso il dolore della mia infanzia.” Temi delicati per un trittico videoludico che ha posto le basi per la nascita di No Case Should Remain Unsolved, senza però legarsi a esso. “Dopo la Guilt Trilogy, volevo creare un gioco che fosse perfettamente bello in sé. Non, quindi, solo come uno strumento per trasmettere un messaggio, ma proprio come gioco. Quindi, oltre ai personaggi e alla storia di No Case Should Remain Unsolved, ho cercato di creare un mondo completo, che potesse svilupparsi al di là del suo autore.”

Ma quanto lavoro è richiesto per creare opere narrative così ricche e sfaccettate? “Leggo molti romanzi, guardo molti film e gioco a tanti videogiochi per trovare nuove idee. E, una volta deciso il tema portante del mio titolo successivo, lo approfondisco il più possibile studiando libri sull’argomento. Attraverso questo processo riesco a identificare, almeno in parte, la direzione e i contenuti che voglio dare ad un nuovo progetto.” Non stupisce quindi che, quando si chiede a Somi se stia già lavorando al suo prossimo videogioco, lui si limiti a rispondere sinceramente: “Non ho ancora un piano preciso.”
In attesa di novità, dunque, non resta che godersi No Case Should Remain Unsolved. Che, proprio a partire da oggi e grazie alla traduzione realizzata da Excaliber, è disponibile finalmente in lingua italiana su Steam. “Sono contento che Excaliber abbia compreso il contenuto e l’atmosfera generale del gioco, così come la caratterizzazione dei singoli personaggi, e mi abbia aiutato a creare una traduzione incredibile. Spero che questo aggiornamento renda il gioco più accessibile a tutti coloro che parlano in italiano. E ringrazio tutte le persone che hanno sempre supportato No Case Should Remain Unsolved” conclude Somi con un caloroso sorriso.




