Quando si parla di Final Fantasy, i fan pensano subito a mondi fantastici, battaglie emozionanti, trame coinvolgenti e personaggi memorabili che hanno fatto la storia dei videogiochi. C’è un altro elemento comune a tutti i capitoli di questa celebre saga: le storie d’amore. Basti pensare ad alcune delle più iconiche che hanno caratterizzato gli oltre 30 anni di Final Fantasy: Squall e Rinoa, Yuna e Tidus, Snow e Serah o, per citare la più recente a livello cronologico, Clive e Jill.
Eppure, c’è una storia d’amore legata a Final Fantasy che non è ancora mai stata raccontata: quella di Rossana e Michael. Questi nomi non risulteranno familiari ai fan per un motivo molto particolare: non si parla dei protagonisti di uno dei giochi della serie, bensì di due persone reali. Ma perché citarli in questo pezzo? È presto detto: Rossana e Michael hanno sugellato il loro amore… con un matrimonio celebrato a Eorzea, il mondo fantastico in cui si sviluppano le vicende di Final Fantasy XIV. Una storia desueta, che Excaliber è lieta di raccontare attraverso l’intervista fatta nel mondo reale ai due sposi virtuali.

Rossana ha 37 anni, Michael ne ha 36. Entrambi lavorano, quasi ironicamente, nell’industria dei videogiochi. La prima è Producer & Project Manager, il secondo è Game Designer. La loro storia però non comincia a Eorzea, bensì in Italia. “Ci siamo conosciuti 15 anni fa a Firenze a un corso di regia” racconta la coppia. “Stiamo insieme da 14 anni e conviviamo da quasi 5 anni.” Già all’epoca i due non erano estranei al mondo dei videogiochi. “Michael ha giocato parecchio nella sua adolescenza a Final Fantasy XI. Quando ci siamo conosciuti, era curioso di provare Final Fantasy XIV, di cui però aveva sentito parlare male.” Come forse alcuni di voi ricorderanno, il lancio del quattordicesimo capitolo della fantasia finale fu disastroso. Square Enix, società madre di Final Fantasy, però non si arrese e decise di ricreare l’MMORPG dalle fondamenta, dando vita a quello che venne definito un gioco nuovo. Una seconda release con un sottotitolo, ‘A Realm Reborn’, che riscattò il quattordicesimo episodio di Final Fantasy e che rappresentò una rinascita del progetto degna dell’araba fenice – creatura, peraltro, estremamente nota a chi ha giocato i vari capitoli della saga.“Quando il gioco è stato ricostruito dagli sviluppatori, io e Michael ci siamo subito iscritti alla beta e abbiamo iniziato a giocarci insieme” spiega Rossana.
Come nel mondo reale, anche in quello virtuale di Final Fantasy XIV le relazioni tra le persone sono fondamentali. E spesso queste relazioni si consolidano all’interno delle Free Company, ovvero le gilde di giocatori. Rossana e Michael, rispettivamente con i nomi di P’puze Puze e Twike Starkiller, hanno deciso quindi di fare parte della stessa Free Company. Inizialmente con l’aspetto di due Lalafell, una delle diverse etnie di Final Fantasy XVI, per poi trasformarsi in due Viera, altra razza particolarmente apprezzata dagli utenti del gioco. E, un’avventura dopo l’altra, il loro legame si è rafforzato sempre di più in entrambi i due mondi, quello reale e quello virtuale. Fino alla decisione più importante della vita: quella di sposarsi.
Ed ecco che nel 2016 si sono celebrate le nozze di Rossana e Michael. O meglio: il matrimonio di P’puze Puze e Twike Starkiller. Perché i nostri due eroi si sono sposati non nel mondo reale, ma in quello di Eorzea. “Ci siamo sposati virtualmente su Final Fantasy XIV perché ai tempi non avevamo soldi a sufficienza per convivere o sposarci nella realtà. Quindi abbiamo deciso di sancire simbolicamente la nostra unione online sul nostro gioco preferito.” Attenzione, però: anche se molto meno oneroso di un matrimonio tradizionale, quello virtuale ha richiesto comunque diverso tempo per i preparativi. “Non è stato come pianificare una cerimonia reale, ma un certo grado di organizzazione è servito. Per potersi sposare in Final Fantasy XIV, infatti, è necessario cominciare una quest specifica che pone diversi obiettivi ai due giocatori: ottenere gli abiti e gli anelli nuziali e inviare gli inviti agli amici tramite il sistema di posta del gioco.”

Nonostante abbia un significato e un’atmosfera diversi da quelle di qualsiasi altra missione del gioco, la quest matrimoniale resta pur sempre una quest secondaria all’interno del dinamico mondo di Final Fantasy XIV. Ciò comporta una serie di limiti e restrizioni. Gli sposi, per esempio, non possono scegliere la location della cerimonia. “Il gioco ti ‘obbliga’ a sposarti nel Sanctum of the Twelve, un luogo sicuramente d’effetto, ma non personalizzabile. Per questo motivo Michael e io abbiamo in seguito festeggiato la nostra unione all’interno della casa creata per i membri della nostra Free Company.” Ciò ha permesso ai due novelli sposi di circondarsi di persone, che fossero veterani del gioco o semplici spettatori giunti in Eorzea esclusivamente per condividere il momento felice di Rossana e Michael. “Naturalmente abbiamo coinvolto i nostri amici e i membri della Free Company. Alcuni di loro non erano giocatori di Final Fantasy XIV. Ma, pur di essere presenti al nostro momento e partecipare alla festa, hanno creato degli account di prova che gli hanno permesso di accedere al gioco ed essere con noi.”
Le sorprese non sono mancate: nonostante il matrimonio dovesse seguire binari precisi, la fantasia degli invitati ha permesso di assistere a momenti spassosi. “C’erano amici che spuntavano dalle torte usando i glitch del gioco” ricorda Michael, divertito. “Alcuni si sono presentati con vestiti a dir poco particolari. E il tutto era arricchito dai bizzarri e festosi atteggiamenti del moguri che ha officiato la cerimonia.” Il moguri, una delle creature più famose della saga di Final Fantasy. Un must che non poteva mancare durante una celebrazione così importante. E, finita la quest matrimoniale, P’puze Puze e Twike Starkiller hanno ricevuto un ricordo speciale e particolarmente utile. “Durante il matrimonio io e Rossana abbiamo ottenuto due anelli particolari che ci permettono di teletrasportarsi rispettivamente uno di fronte all’altra in qualsiasi momento.” Un concetto virtuale che replica l’idea alla base del matrimonio: restare sempre uniti e supportarsi di fronte a qualsiasi avversità, inclusi i feroci e famelici behemoth.

Il matrimonio su Final Fantasy ha rappresentato non solo un’unione simbolica, ma anche un modo per colmare le distanze che all’epoca separavano Rossana e Michael. “Ci ha fatti sentire più uniti e vicini, soprattutto perché vivevamo ancora con i nostri genitori e ci vedevamo solo nei weekend. Giocare a Final Fantasy XIV era uno dei nostri modi per passare il tempo insieme la sera e chiacchierare.” Il matrimonio virtuale ha quindi rafforzato il loro rapporto, che è cresciuto di pari passo nella realtà come nei videogiochi. “Da quando ci siamo conosciuti, giocare assieme è un elemento molto importante della relazione. Spesso nei giochi dove è possibile creare i nostri personaggi, li chiamiamo con i nostri reciproci diminutivi: Michael chiama il suo personaggio Roxie e io chiamo il mio Mike. E, ovviamente, li realizziamo fisicamente quanto più simili a noi.” Final Fantasy XIV rimane comunque un loro punto di riferimento al quale non vogliono rinunciare. “Non abbiamo mai smesso di giocarci insieme. Siamo una coppia nerd. Le nostre serate vengono scandite dai videogiochi e serie tv.”
Il supporto reciproco è alla base di ogni buon rapporto e questo non fa eccezione. “Nei videogiochi ci comportiamo come nella vita reale, supportandoci sempre e cercando di aiutarci nei momenti di difficoltà.” In un mondo vasto come quello di un MMORPG le attività sono innumerevoli, ma una rimane la loro preferita. “Completiamo molto spesso dei dungeon insieme e i nostri preferiti sono i Deep Dungeon” rivela Rossana. Nonostante la difficoltà di questi dungeon procedurali dalle ricche ricompense, non mancano momenti spassosi. “Nei Deep Dungeon io mi diverto spesso a far scattare le trappole che trasformano il mio personaggio in una ranocchia per poi doppiarla con voci stupide, facendo ridere un sacco sia Michael che gli amici.”

In molti hanno relazioni che si intrecciano tra il mondo reale e virtuale: siano esse di amicizia oppure d’amore, come nel caso di Rossana e Michael. Il loro matrimonio è la prova che anche i mondi virtuali sono tangibili tanto quanto quelli reali e possono trasmettere emozioni altrettanto forti. Ed è anche la prova che, talvolta, ciò che avviene nei videogiochi può accadere anche nella realtà. Perché presto i nostri eroi diventeranno marito e moglie anche nel mondo reale. Ed Excaliber augura loro di vivere per sempre felici e contenti. Sia a Michael e Rossana che a P’puze Puze e Twike Starkiller.




